Una menzione particolare va riservata alle cosiddette soluzioni green, che sono da considerare sempre le preferibili: si tratta delle “soluzioni basate sulla natura”, cioè di misure che imitano il funzionamento e i processi degli ecosistemi naturali. L’uomo si è reso finalmente conto che i sistemi naturali possiedono già intrinsecamente la capacità di adattarsi alla modifica dell’ambiente climatico. Molte di queste soluzioni sono da considerarsi vincenti sia in termini di mitigazione, sia di adattamento (win-win) e sono misure che, nella maggior parte dei casi, non hanno controindicazioni (no regret). Ad esempio, la rinaturalizzazione di porzioni di ambienti urbani porta numerosi vantaggi, in primo luogo in termini di riduzione dei gas serra, potendo contare sull’assorbimento naturale di CO2 da parte delle piante. Ma permette anche di mantenere un microclima urbano più fresco, limitando l’impatto delle ondate di calore sulla salute umana. Infine, gli spazi verdi e alberati limitano lo scorrimento superficiale dell’acqua in eccesso, in occasione di piogge estreme, attenuando la caduta e favorendo l’infiltrazione naturale dell’acqua nel suolo.
In conclusione, se l’adattamento può essere molto efficace per contrastare l’emergenza climatica, dobbiamo tuttavia riconoscere che presenta dei limiti intrinseci. Per questo le due soluzioni, mitigazione e adattamento, sono complementari e vanno perseguite entrambe, individuate e adottate seguendo criteri di equità e giustizia sociale. Temi dei quali parleremo nel prossimo articolo.
[1] Resilienza: capacità di un sistema complesso di recuperare la propria funzionalità in seguito a un forte stress.