Eva è in primo piano e avvolge nel suo ventre Adamo, come a essere colei che gli dà vita e lo protegge, entrambi stretti l’uno all’altro, in una comune fragilità. C’è come un abbraccio tra le due creature e c’è un abbraccio più grande che li contiene, li accoglie, li rassicura. Maschile e femminile avvinghiati in un travaglio che è al contempo pacato, a rappresentare, nella dualità dei generi, l'incontro intimo di due mondi. Le nostre parti, l’eterno gioco di una voce e del suo contrario, la necessaria complementarità e il lungo lavoro di conciliazione degli opposti per realizzare la nostra vera nascita come esseri umani.
La mano di Dio mi appare allora come il luogo dove riporre tutte le paure e i travagli della mia vita e la sento benedire a ogni istante la nostra esistenza; qui sopraggiunge un ricordo... il Papa buono che alla fine delle sue omelie benedicendo la folla spesso ci invitava, tornando nelle nostre case, a dare una carezza con la mano di Dio ai nostri bambini. Ricordiamoci allora di carezzare i nostri bambini, quelli veri, ma anche i bambini che abitano nel nostro cuore.
LA MANO DI DIO
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- Scritto da GIOVANNA COSULICH
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