Iniziamo il nostro excursus dei testi partendo dal contesto teologico in cui il Gesù storico emerse: la religione ebraica e, quindi, l'Antico Testamento. Esiste traccia del concetto della reincarnazione in esso?
Per rispondere a questa domanda facciamo un viaggio nel passato e arriviamo sino a Mosè, che si trova in difficoltà nel gestire da solo le lamentele e i problemi del popolo d’Israele nel deserto. Mosè, esasperato, si rivolge a Dio dicendo di non poter portare da solo il peso della responsabilità e Dio risponde istituendo il Consiglio dei 70 anziani che saranno rafforzati da uno “spirito” che è presente in Mosè e che arriverà su di loro. Analizziamo cosa Dio dice a Mosè: “(…) prenderò lo spirito che è su di te e lo metterò su di loro, perché portino con te il carico del popolo e tu non lo porti più da solo” (Num. 11:17). Possiamo considerare questo un riferimento alla reincarnazione? Lo spirito qui descritto è l'anima di Mosè che trasmigra nel corpo dei 70 anziani? Forse il lettore può comprendere da solo che questa è una forzatura interpretativa. Infatti, il testo parla chiaramente di una condivisione di autorità e carisma spirituale, non di una trasmigrazione dell'anima: lo spirito di Mosè viene condiviso, non trasferito, tanto che Mosè mantiene intatte le sue capacità. È come una fiamma che ne accende altre, senza perdere la propria intensità. 
Ma analizziamo qualche altro passo sempre dell'Antico Testamento, e stavolta spostiamoci sino al profeta Elia che, nel momento della sua dipartita, ascende al cielo e riunisce gli altri profeti e anziani davanti a lui, i quali affermano di vedere che lo spirito di Elia si sposta su Eliseo, suo discepolo (II Re 2:9-15). È questa una testimonianza di un concetto assimilabile alla reincarnazione? Oppure qui si vuole affermare che tutti i profeti, pur nella loro diversità, parlano attraverso un solo e unico spirito? 
Questa idea di uno spirito che "ritorna" o si manifesta in altre figure profetiche sembra emergere anche nei Vangeli del Nuovo Testamento. In Matteo 16:14, ad esempio, Gesù chiede agli apostoli chi pensino che lui sia, e loro rispondono: "Alcuni (pensano che tu sia) Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti". Persino re Erode, sentendo parlare di Gesù, pensò immediatamente che fosse Giovanni il Battista risorto (Mc. 6:14-16), probabilmente mosso dal senso di colpa per aver ordinato la sua decapitazione.
 

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