Immergiamoci adesso in una serie di brevi scene in cui il nostro narratore Luigi descrive alcuni personaggi che sono soliti frequentarlo. Voglio urlare. Un'energia immensa e inimmaginabile mi pervade. Dentro di me un mostro antico si è risvegliato dagli anfratti dell'ombra. Si tratta di Magento, colui che trova giovamento soltanto nell'annientamento. Quando emerge lo fa in modo istantaneo e prima di ritirarsi ha bisogno di alimento. Ha bisogno di sprigionare la propria energia, scatenare l'ira per compensare il dolore. Un dolore che nemmeno conosce perché quando lui arriva è già troppo tardi, anche per ricordare la tristezza e la frustrazione. E poi, qualche ora passa, ma lui è sempre lì, pronto, attento, all'erta e paziente, tanto paziente. «Gliela farò pagare!», pensa. Questo è Magento”.Ma torniamo a questa mattina, quando l'inizio della giornata sembrava giovare di uno slancio fiducioso e pieno di buoni propositi. Quello era Timoteo, instancabile e fedelissimo timoniere. Scruta tutti i mari, lui, e si muove scaltro. Sa dov'è la tempesta e quando arriva il momento è sempre pronto a una virata, anche la più brusca. Timoteo lascia scorrere le ore e muove il grande timone con precisione. Il sole è alto nel cielo, ma lui è attento. Improvvisamente un'onda gigante arriva da dietro con grande forza, tanto da spostare la nave e farle addirittura cambiare rotta. Ecco pronto Timoteo che subito se ne accorge e ruota il timone più velocemente che può. Il viaggio riprende e la direzione è quella tracciata sulla mappa. Passano le ore, vira a babordo, vira a tribordo, il sole scende verso l'orizzonte. Timoteo è stanco, ormai non riesce a essere più così attento. Alla fine, si addormenta lasciando la presa del preziosissimo timone. E piano piano, lentamente inizia la deriva.
ESSENZA E PERSONALITÀ
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- Scritto da DIEGO TORTO
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