Il lavoro che ti impegnerà, da quel momento in poi, sarà quello di cercare di portare quello stato di grazia dentro di te, nonostante ciò che stai vivendo. Nonostante e grazie a ciò che stai vivendo.
Grazie, perché potresti scoprire che è proprio il momento di prova, che ti offre la possibilità di ricercare e di contattare quello stato particolare. Come un tuffatore olimpionico, nello sforzo del suo esercizio fisico, sa che deve lanciarsi nel vuoto e spiccare il suo volo dritto verso il fondo, ma poi con un colpo di reni risale verso la superficie per riprendere fiato e ritrovare la luce del sole, così le esperienze di sofferenza e di dolore, ci allenano a scendere negli abissi del nostro essere, per carpire da quei fondali qualche perla nascosta, un ricordo, una comprensione, un'emozione rimossa, da riportare in superficie, da riportare alla luce.
Lo scrittore Eckart Tolle dice: «Ognuno conoscerà la verità per conto suo. La conoscerà al più tardi quando sentirà avvicinarsi la morte. La morte toglie via tutto ciò che non è voi. Il segreto della vita è morire prima di morire e scoprire che non vi è morte». 
L'esperienza che vivi, così, diventa una maestra, ti insegna a scendere e a risalire sempre più in fretta, e più ti alleni, più diventi competente nel fare questa operazione interiore, più senti di riuscire a ritrovare il tuo stato di grazia e più ti rendi conto che la vera forza è nella fragilità.
Allora, le parole di Paolo assumeranno un altro senso, più comprensibile: “Inoltre, affinché non m'insuperbisca per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi, affinché non m'insuperbisca. A questo riguardo ho pregato tre volte il Signore che lo allontanasse da me. Ma egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte" (Corinzi 2 12:7-10). 
È l'Amore di Cristo che mi fa sentire la pietà per la fragilità. Per la fragilità degli altri, ma soprattutto per la mia.

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