Alcuni silenzi sul versante delle Scritture …

Il testo ebraico del Salmo 65 dice: «Il silenzio è lode a te, o Dio in Sion” mentre il testo greco, più noto, recita “A te si deve lode, o Dio, in Sion».

«Il silenzio è il linguaggio di Diotutto il resto è misera traduzione» canterà l’impareggiabile Rumi. E il silenzio di Dio ha un suono… ma bisogna saper percepire questa vibrazione.

Quando nei Vangeli sinottici si accenna al silenzio di Gesù, subito il pensiero corre al Getsemani: è qui che il silenzio ha forse raggiunto il punto più alto della sua forza. L’esperienza del silenzio di Dio porta là dove Dio e l’uomo sembrano contraddirsi, dove Dio sembra assente o distratto, dove la morte sembra avere l’ultima parola sulla vita e la menzogna sulla verità. Ma se compreso nel mistero di Cristo, allora il silenzio di Dio appare nella sua realtà, cioè come un diverso modo di parlare.
Difatti sul Getsemani il Padre ha parlato: non con il miracolo che libera dalla morte, ma con il coraggio di affrontare la morte, attraversandola. I silenzi di Dio parlano più di mille parole… quando Dio rimane in silenzio è proprio forse perché vuole parlarci e vuole un diverso tipo di attenzione da noi, per udire un suono così alto da essere una vibrazione…

Ma i Vangeli non parlano soltanto del silenzio della passione. 

C’è anche il silenzio dell’uomo che resta ammutolito di fronte a Gesù, o perché la sua parola lo riempie di meraviglia, o perché la sua verità lo infastidisce. 

E c’è il silenzio di Gesù di fronte alle domande pretestuose, o inutili, di chi finge di interrogarlo per poi, in realtà, trovare il pretesto per condannarlo.

E ancora: c’è il silenzio di Gesù di fronte alla morte di Lazzaro, «Signore, ecco, il tuo amico è malato»[2]. Gesù tace di fronte all’angoscia. Che cosa avrà voluto significare questo silenzio?  

Oppure l’episodio della cananea che chiedeva aiuto per la figlia indemoniata «ma egli non le rivolse neppure una parola…» salvo poi guarire la giovane dopo aver assodato la fede della madre[3].

Un altro silenzio, del tutto diverso eppur simile è quello dell’episodio dell’adultera. Questo fatto ci incuriosisce molto. Gesù sale, tutto solo, sul monte degli Ulivi per meditare e pregare. Ha bisogno di silenzio probabilmente. Ha bisogno di poter penetrare profondamente in sé. Gli conducono l’adultera[4]«Maestro questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè nella legge ci ha comandato di lapidare… Tu che ne dici? Ma Gesù chinatosi si mise a scrivere col dito per terra». Poi per la seconda volta: «u che ne dici?». E ancora: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei.  E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra».  Gesù, rimasto in silenzio ancora una volta, fa però un atto molto particolare, si mette a fare dei segni per terra… 



Difficile pensare che abbia bisogno di scrivere o disegnare. Si esprime sulla terra in un momento in cui gli viene chiesto, a bella posta, cosa fare dell’adultera. Azzardiamo. Fa penetrare il suo spirito nella terra, linee dal Maestro alla terra, forse la insemina del suo Spirito, del suo Amore infinito, forse impregna la terra del suo Amore?

Al quesito intellettuale non risponde: quando noi ci perdiamo nel tumulto dei pensieri, il nostro Dio interiore può non voler rispondere ma incide il suo messaggio nella nostra materia, nel nostro cuore. Forse parla semplicemente un’altra lingua che non riusciamo a comprendere.

Al contrario dei vangeli canonici, in quelli gnostici il Cristo sembra rispondere sempre subito alle domande che gli vengono poste[5]. Non ha più bisogno del silenzio che è sostituito dalla parola, dal logos. Oppure parla di “stare nel riposo”… Ma negli scritti gnostici l’accento è posto sugli insegnamenti ai suoi, laddove invece i sinottici narrano nei dettagli le vicende di vita di Gesù. Esiste una contraddizione? 

Sono forse due percorsi diversi che vengono narrati agli iniziati gli uni, alle folle gli altri. Non troviamo spiritualmente costruttivo far competere i vangeli tra loro. Cerchiamo unità non divisione.

Ci ritrovammo anni dopo per caso, e oltre ad essere felici di non doverci cimentare più con le espressioni di matematica, accennai brevemente a quella canzone e al suono del silenzio. Ma le mie interlocutrici non erano particolarmente colpite da quel titolo e dal ritornello che a me ancora risuona molto. Lasciai perdere il discorso e tornammo a quel comune passato di adolescenti: ricademmo in ordinari ricordi spensierati ma ininfluenti da un punto di vista spirituale…

[2] Vangelo di Giovanni 11: 1,44. 

[3] Vangelo di Matteo 15: 21,28.

[4] Vangelo di Giovanni 8: 1,11.

[5] La Sofia del Cristo.


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