Possiamo distinguere cinque aspetti della nostra esistenza che possono essere disturbati dal senso di colpa:
1. Deludere le aspettative: ci sentiamo in colpa quando nutriamo aspettative verso l’altro e verso noi stessi. Ad esempio, quando ci aspettiamo che l’altro si prenda cura di noi e non lo fa. Oppure, quando facciamo una richiesta troppo grande o quando non riusciamo noi stessi a soddisfare una richiesta altrui.
2. La sensazione di essere in debito: può essere nutrita verso la nazione, verso il datore di lavoro, verso i genitori; spesso mi è capitato di sentire persone molto arrabbiate che non esternavano i loro veri sentimenti nei confronti dei genitori, dicendo: «Be’, comunque li ringrazio per avermi dato la possibilità di nascere, sarò loro debitore a vita». Se non riconosciamo i sentimenti negativi verso di loro, se non ci permettiamo di sperimentarli, non stiamo vivendo pienamente l’essere noi stessi, allora, quando neghiamo una loro richiesta, oppure ci sentiamo in obbligo di soddisfarla, possiamo sentirci profondamente scissi o provare forti sensi di colpa, aumentando la rabbia e la sofferenza in noi.
3. La relazione con il divino: l’immagine di Dio che portiamo dentro racconta molto di noi stessi. Per esempio, l’immagine di un Dio che ci rende continuamente colpevoli di provare piacere o di sentirci felici; un Dio che si comporta come un genitore nevrotico che non rende i propri figli autonomi, ma che crea una situazione costante di dipendenza e di debolezza interiore, allontanandoli dal divenire genitori di se stessi.
«Il Dio in cui credo non ha bisogno che io “creda”, non mi è stato imposto da una dottrina, non ha bisogno di alcun intermediario. Lo Stato Cristico al quale tendo non è una divinità, ma è uno stato dell’essere in cui tutto in me si modifica: lo sguardo verso me stessa e verso il mondo diventa uno sguardo meravigliato, amorevole e presente». Lavorando interiormente possiamo compiere una vera trasformazione del nostro essere, creando armonia dentro noi stessi e acquisendo la “buona volontà” di cui si parla nei Vangeli; sviluppando in noi una parte attraverso la quale potremmo costruire una spiritualità sana e non patologica.
4. I sensi di colpa e la famiglia: tutti noi nasciamo in micro-contesti chiamati famiglie e in tali contesti sorgono le prime regole da rispettare; ci vengono somministrate credenze, codici e valori, ed i nostri comportamenti sono conseguenti. In noi vengono installati file e programmi che sono alla base di pesanti sensi di colpa. Un esempio può essere la credenza, un tempo diffusa, che praticando la masturbazione si possa sviluppare la cecità. L’elemento interessante è che convinzioni come questa non provengono da noi, ma da qualcun altro che a volte nemmeno conosciamo, perché morto da generazioni.
5. Non sentirsi amati: «se commetto un errore, tu non mi amerai», questa dinamica è alla base di molte paure che nutriamo verso i nostri errori. Abbiamo paura di perdere l’amore, se non siamo “performanti” e in molti di noi l’errore equivale alla sensazione di non meritare affetto. Se questa sensazione viene introiettata nell’infanzia, quando sbagliamo potremmo avere una forte sensazione di angoscia, talmente forte da bloccarci nel sentire questo dolore. Ciò naturalmente genera la paura di sbagliare e, ovvia conseguenza, il timore di agire. Pensiamo a quanto questo ci privi della possibilità di essere noi stessi e di vivere la nostra vita. La psicanalista Alice Miller nel libro Il risveglio di Eva scrive: «Non è mai facile ammettere di avere sbagliato. Credo che anche questa capacità s’impari nell’infanzia e si rafforzi nel corso della vita. Se non siamo stati puniti per gli errori commessi, se ci hanno spiegato con affetto quel che non andava bene del nostro comportamento o che era addirittura pericoloso, probabilmente ci siamo pentiti spontaneamente di quanto avevamo commesso e la nostra esperienza ha acquisito nuovo sapere: ossia, che l’essere umano non può mai essere esente da errori. Castigandoci per ogni piccola mancanza, i genitori ci hanno invece trasmesso un messaggio ben diverso: ossia, che ammettere il proprio errore è rischioso poiché ci sottrae l’amore dei genitori. Un’esperienza, questa, che può lasciare nella persona profondi sensi di colpa e di paura».
IL POTERE DEL SENSO DI COLPA
- Dettagli
- Scritto da VIOLA CACACE
- Categoria: Articoli completi
- Visite: 280
Pagina 4 di 6