So bene di non essere la sola a pensare ciò. So che ci sono fratelli e sorelle che nutrono i miei stessi timori… Come so che in molti popoli – come in ogni tempo nella stessa Israele - la donna procede da sempre un passo dietro al maschio. Ma le colonne del tempo si sono infrante e i confini delle nazioni si sono schiusi al giungere del Cristo che è venuto a ricomporre l’Uomo, a saldare ciò che era stato separato, a dissodare ciò che sembrava imperituro, a ergere nei cieli quanto per il mondo era destinato agli inferi. Cristo ci ha ricondotti all’origine unica del Tutto che attraverso l’Amore, e solo per Amore, si è fatto Creato.
Torniamo quindi alle nostre assemblee senza che vi sia distinzione di sesso, di ceto o di nazione. E portiamo questa nostra apertura nelle nostre famiglie affinché nelle comunità il vento della Gnosi soffi il suo profumo di accoglienza e comprensione di ogni diversità e differenza… Torniamo ad alimentarci di quei pesci e di quel pane, lo stesso pane che il Maestro condivise con noi al limitare della Sua condizione terrena, mescolato al vino. Perché, se sapremo farne nutrimento, in noi potrà trovare stabile dimora la Vita Eterna.
Che il Signore della Luce nell’estremo giorno ci trovi Uomini compiuti. Quando al suo cospetto non saremo più maschi e femmine, allora sapremo chi siamo e conosceremo la nostra comune origine. Preghiamo affinché l’Indicibile sfiori i nostri cuori ed essi si facciano docili al suo tocco. Perché del dolore siamo sazi e adusi, e in esso ci crogioliamo, mentre il Suo amore incondizionato ci vede guardinghi e increduli, e da esso fuggiamo. Invochiamo l’Inconoscibile perché ci dia la forza di arrenderci, di lasciarci cadere come un seme nella terra. Affinché il Cristo ci vanghi e ci coltivi, e poi possa mieterci e farci pane, e infine spezzarci alla sua mensa come parte viva del suo corpo unito al vino che è suo sangue.
Cari fratelli e sorelle, vi abbraccio uno a uno e pongo su di voi il mio bacio. Insieme a me vi salutano tutti coloro che in nome di Cristo mi accompagnano in queste lande straniere che, come me e voi, hanno fame e sete del Suo Verbo. Vi imploro, abbiate paziente e amorevole cura della vostra anima, perché - vivendo in Cristo - di essa avete già promesso di fare dono al Padre.
UNA LETTERA DA MARIA MADDALENA
- Dettagli
- Scritto da LINDA PARRINELLO
- Categoria: Articoli completi
- Visite: 313
Pagina 5 di 5