Aprite gli occhi, e ammirate come tutto il creato sia compenetrato dall’amore di Dio, dove - al pari di noi tutti - ogni foglia è attaccata al suo ramo, ogni ramo all’albero, e ogni albero ha radici che traggono nutrimento dal suolo, e come esso stesso si alimenti della luce del sole, e come il sole ruoti in armonia con quell’Universo che è manifestazione visibile dell’Eterno. Cosa allora vi spinge a credere che la donna lo sia da meno? Forse perché quando nascete mette il suo corpo al vostro servizio, affinché vi sia dato il dono della vita? Forse perché vi conduce in grembo, vi nutre dal suo seno, segue i vostri primi e incerti passi e da esso, da adulti, traete piacere? Se la vedete al vostro servizio, non è perché lei sia di meno rispetto a voi, non schiava, bensì compagna e amica. E poi, non è stato forse lo stesso Cristo a essere stato inviato tra noi per servirci e, attraverso noi, l’Innominabile? Servire è l’atto supremo del Maestro. Chi desidera comprendere nel profondo la natura del Maestro, e della donna, deve prima imparare lui stesso a servire, con il corpo, la mente e il cuore.
Sappiate che quando diminuite la donna, sminuite la vostra origine, separate indissolubilmente da voi ciò che ha dato sostanza all’albergo della vostra anima e sbarrate dietro alte mura il vostro spirito. Perché voi siete ciò che odiate e detestate nell’altro. Perciò vi chiedo, con lo stesso amore testimoniatoci dal nostro Maestro, cosa disprezzate di voi che aborrite nella donna? Cosa lei incarna delle vostre profondità che anelate nascondere dietro la gabbia della superiorità? Fermatevi, se è il senso di colpa per i piaceri della carne che intendete attraverso di lei punire, perché il corpo è il tempio dell’anima, e nulla che possa esaltarlo senza ferirlo o umiliarlo, sia esso vostro o altrui, è peccato agli occhi di Dio. Perché ogni vera gioia è santa. Fermatevi, perché Gesù è venuto a testimoniare che il Padre è anche Madre, che l’Infinito si scorge nella finitezza, che l’ombra e la luce sono sorelle, che ogni uomo è anche donna, e ogni donna uomo; in verità, se non siamo convinti che i meriti e i limiti di noi tutti sono anche in Dio e in Lui accolti e giustificati, che ne sarà del nostro procedere al fianco di Colui che è stato riconosciuto primo fra noi come Suo Figlio?
UNA LETTERA DA MARIA MADDALENA
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- Scritto da LINDA PARRINELLO
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