Guardare cosa si muove dentro di noi, respirando, ci consente di fermarci prima di cadere in trappola, e di prendere per mano le nostre emozioni. Può allora generarsi una forza di mediazione che ci aiuta a non subire comportamenti offensivi e al contempo ci sostiene nel comprendere e accogliere la fragilità dell’altro.» 
«Ma lo sa che lei è una miniera di saggezza! Immaginavo che restare qui con lei sarebbe stata un’ottima idea... Allora, mi permette di farle ancora una domanda? In che modo la fragilità può far ritrovare se stessi e la propria vera forza?».
Il professore continuò, ormai coinvolto nel dialogo e grato al suo studente degli stimoli che gli permettono di procedere nella riflessione. «Quando mi concedo di fare a meno delle mie maschere, delle mie ansie, dei miei bisogni di conferma, mi spoglio, insomma, dei miei orpelli e mi accetto per quello che sono, faccio esperienza di una potatura spirituale. Come l’albero, tolti i rami secchi, ritrova linfa vitale, così anch’io posso concentrare su di me le forze più vere ed essenziali che mi permettono di dare vita a fiori profumati e frutti più gustosi. Adottando verso me stesso uno sguardo amorevole e accogliendo tutto me stesso per come sono, entro in contatto con la forza più potente al mondo: l’amore che abita nel mio cuore. Nell’ascolto profondo di me, posso finalmente fare spazio alle mie ispirazioni, tenendo conto dei miei limiti, senza rimanere bloccato o ingarbugliato nei miei condizionamenti. Si fa avanti allora una grande forza che catalizza tutte le mie risorse e le indirizza verso gli obiettivi e le direzioni della mia vita. Questa è energia zampillante che posso utilizzare nell’espressione di me, in tutto ciò che faccio; ma hai presente quanta forza luminosa può mettere nelle sue azioni, una persona che abbia chiara la direzione della sua vita? Anche nella semplicità di una normale vita quotidiana, costui sta realizzando la sua missione in questo mondo». 
«Ma, professore, quando i dolori del mondo sono insopportabili e non li possiamo modificare? Una malattia incurabile, un lutto, un terremoto che distrugge la propria casa, la perdita del lavoro, sono tutte situazioni che mettono a dura prova la nostra capacità di resistere. La sensazione è quella di annegare nel fango o prosciugare a tal punto la nostra anima da sentirci morti di sete in un deserto.

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