dedizione e cura dei bambini
Gent. Prof. Serra,
leggo sempre più spesso in cronaca fatti orrendi e inaccettabili per la nostra sensibilità, penso agli infanticidi, operati per mano della madre o del padre, in atti che considero di "follia mentale", oppure bimbi che muoiono per disattenzione e incuria dei loro caregiver: bimbi di pochi anni che affogano nella piscina di casa, bimbi schiacciati dall'automobile del genitore o del nonno durante una manovra, bimbi che muoiono dimenticati nel seggiolino dell'automobile. Sento che la responsabilità di ciò che accade non è solo personale, ma anche collettiva. E mi chiedo se davvero non dovrebbero sorgere leggi che "autorizzino alla maternità" in base all'equilibrio mentale dei genitori e al loro stato di benessere psico-fisico ed economico (per le cure primarie di base). Penso al racconto di un'amica sulla nascita di un bambino in una residenza psichiatrica... che futuro avrà quel bambino? O di bimbi che nascono da coppie che hanno dipendenze da alcol o droghe. So che è un discorso complesso e ricco di implicazioni, ma mi piacerebbe conoscere il suo parere in merito. Grazie.
Nella sua domanda propone una serie di situazioni altamente drammatiche che colpiscono i bambini e rompono il cuore di chiunque abbia un minimo di sensibilità. Per questi fatti esistono espressioni precise di riferimento. Per esempio, la sindrome alcolica fetale, che può provocare danni cerebrali irreversibili, o le diverse forme di violenza vicaria, che implica il maltrattamento e perfino l’assassinio dei propri figli per produrre un dolore inenarrabile al proprio coniuge a scopo di vendetta. Il cortometraggio Il sonno di Rosetta, prodotto da La Teca e premiato a livello internazionale, affronta l’atto di dimenticare una creatura nel sedile posteriore dell’auto in un giorno afoso. Si tratta di un fatto che accade molte volte nella realtà e che leggiamo sui giornali. Il resto dei casi che cita non è da sottovalutare. Certamente il tema è complesso e presenta molte sfumature. Concordo sul fatto che la responsabilità della soluzione non è solo individuale ma collettiva, ma potrebbe essere peggiore il rimedio della malattia.