anima e spirito
Dobbiamo però sempre tener presente, nel leggere testi scritti millenni fa, del periodo storico nel quale sono fioriti. Nel caso della nostra Bibbia, ma anche degli scritti e dei Vangeli gnostici cristiani recuperati dalle sabbie del tempo[1] è importante considerare che nascono all’interno di una cultura patriarcale fondamentalista come quella ebraica. Pensi a come si sono mosse solitamente l’opposizione a un regime costituito e la libertà di pensiero, durante i periodi di dittatura, di guerra, ecc. Sempre al coperto, alimentati nell’ombra, mostrandosi ai più solo in modo camuffato, simbolico, per non essere brutalmente eliminati (come è successo a Gesù).
Anche nel caso del ruolo della donna descritto nei testi sacri, vi è un messaggio scoperto che giungeva alle masse e ai detentori della legge – scritto spesso da chi era, egli stesso, immerso in quella cultura -, e un messaggio esoterico rivolto a coloro che potevano farne uno strumento di crescita spirituale. “Chi cerca trova”, ed è un po’ quello che lei sta facendo ponendosi certe domande. Ma solo chi ha la giusta forza d’animo si pone alla ricerca personale. Sono utili alcune chiavi di lettura. Nella tradizione gnostico cristiana, la donna era simbolo dell’anima e l’uomo dello spirito. Due realtà inscindibili: lo spirito feconda l’anima, come lo spermatozoo feconda l’ovulo, un seme feconda la terra, ecc. Un Dio in sé maschile e femminile che genera la Creazione, il Figlio. La separazione avviene invece nel nostro livello di vita, dove maschile e femminile sono disgiunti, e ogni via iniziatica ci dice che il fine è tornare a unire ciò che è stato scisso, in un matrimonio che è tutto interiore, affinché la propria anima torni a unirsi con lo spirito. E si parla di stato di “adulterio” quando la nostra anima, invece, si identifica e si unisce alla vita materiale e istintiva. 
 
[1] 1945: dalle sabbie dell’Egitto, a Nag Hammadi emerge, conservato in alcune giare, il corpus dei testi scritti dai cristiani gnostici, gruppi avversati dall’ortodossia che ne distrusse ogni lascito.

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