madri e figlie

L’energia sessuale viene investita sui figli divenendo volontà di potenza (per citare Alfred Adler) e interferendo con l’evoluzione personale e spontanea dei figli, pilotati nelle scelte e soffocati negli istinti. L’aspetto evolutivo personale della madre, come donna e individuo, rimane bloccato e inespresso, palesando una cultura superficiale, costellata di stereotipi e schemi che si riproducono uguali a se stessi. La veracità istintuale di madre, capace di investire la prole di affetto e protezione, risulta irresistibile per i figlioletti, che si ritrovano inconsapevolmente imprigionati in un eden-prigione dal quale sarà difficile trovare una via di fuga.
Sarebbe importante, in questi casi, una presa di coscienza del super-investimento nel ruolo di madre e di nutrice del proprio contorno familiare, in un’età non troppo avanzata: disinvestire dal ruolo al fine di sviluppare altri aspetti di sé, recuperando risorse e capacità rimaste solo potenziali. Verso l’anzianità, questo processo risulterebbe difficile e faticoso, seppure non impossibile… Il primo passo è osservarsi e divenire consapevoli dei meccanismi di ruolo coatti, provando a resistere all’adesione alle richieste dell’ambiente, per iniziare ad ascoltare i propri bisogni e desideri e separarli dalle aspettative dell’altro. Iniziare a ritagliarsi degli spazi di iniziativa personale, in ambiti che si sentano affini a sé, resistendo al vuoto e al non-senso che inizialmente investe cuore e mente.

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?


Ricevi gratuitamente ogni nuovo numero de Lo Sguardo Interiore direttamente nella tua email.

 

ISCRIVITI GRATIS