madri e figlie

Un esempio di tale femminile, per chi fosse della mia generazione, può essere rappresentato dalla “signorina Rottermeier” nella serie Heidi: ossessiva nel controllo, autoritaria, rigida nella gestione dei doveri e del potere. Le caratteristiche reali della madre vengono quindi completate dalla figlia con delle proiezioni soggettive, come se di una forma avvertissimo solo degli aspetti, e la nostra fantasia ne completasse il quadro. Si crea in questo modo una gestalt che in parte definisce veramente la madre, ma in parte è carica delle proiezioni della figlia, delle sue fascinazioni archetipali e del suo temperamento originale che ne filtra le caratteristiche.
Vedremo nel corso delle rubriche alcune tipologie di figlie, e potremo forse riconoscerci, almeno in parte, in una o due modalità, a seconda degli aspetti che ci dominano.
Iniziamo da un’eccessiva identificazione con una madre che ha costruito la sua vita intorno ai figli e a tutto ciò che li riguarda. La figlia sviluppa così una personalità accudente, essenzialmente votata agli altri: ai figli, agli animali domestici, al marito che però diventa figlio - e che spesso si accomoda volentieri in questo ruolo -, deprivato dalla componente erotica. La sessualità per una donna simile si pone in secondo piano, almeno una volta scissa dal suo aspetto riproduttivo. Non si sentono i propri bisogni, se non in relazione all’altro e al soddisfacimento delle sue aspettative.

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