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Concludiamo questa rubrica proponendo uno sguardo alla Terra su scale temporali più congeniali alla sua evoluzione, ben più ampie di quelle propriamente antropiche, per restituire al nostro pianeta la dignità di corpo celeste e per prendere atto del ruolo limitato e, al contempo, dell’impatto devastante della nostra specie nella sua storia.
La storia della Terra comincia circa 4,5 miliardi di anni fa, dominata inizialmente da processi esclusivamente abiotici (es. radiazione solare, attività vulcaniche, impatti di meteoriti, movimenti tellurici). Da una temperatura superficiale di circa 4000 °C (circa 4 miliardi di anni fa), il progressivo raffreddamento del pianeta porta alla comparsa dell’acqua in forma liquida, che sarà fondamentale per la miracolosa comparsa della vita sul nostro pianeta. Da allora anche la biosfera comincia ad interagire con l’ambiente naturale. Le forme di vita necessariamente devono adattarsi all’ambiente in cui si trovano e, man mano che queste evolvono verso forme più complesse, sempre più gli organismi vegetali e animali cominciano a modificare l’ambiente terrestre. Con la comparsa degli organismi fotosintetici (circa 3 miliardi di anni fa), in una sorta di transizione energetica naturale, si sviluppa la capacità di utilizzare la radiazione solare come fonte primaria di energia. Diminuisce quindi la concentrazione di CO2, di cui l’atmosfera è particolarmente ricca, provocando la riduzione dell’effetto serra naturale e, in presenza di un Sole ancora giovane, la prima glaciazione. Aumenta poi l’ossigeno disponibile che si accumula in atmosfera, formando inoltre uno strato di ozono protettivo rispetto alle radiazioni ultraviolette. Gli organismi si evolvono per utilizzare l’ossigeno atmosferico, prima di allora tossico in quelle concentrazioni. L’evolversi e l’alternarsi dei processi biotici e abiotici su tempi di centinaia di milioni di anni porta all’alternarsi di periodi caldi e freddi e a diverse estinzioni di massa. Questo non interrompe l’evoluzione delle forme di vita che, nel frattempo, prolifera in forme sempre più complesse, colonizzando oceani e terre emerse, fino alla cosiddetta “esplosione” biologica del Cambriano, circa 500 milioni di anni fa. Dopo l’ultima estinzione di massa, alla fine del Mesozoico (66 milioni di anni fa), che modifica radicalmente anche il clima, comincia un lento raffreddamento della Terra, con ulteriore alternarsi di periodi glaciali e inter-glaciali. Negli ultimi 12 mila anni, dopo la fine dell’ultima era glaciale, entriamo nell’Olocene, un periodo in cui la temperatura non varia di più di 1 °C, fino alle attuali alterazioni climatiche di origine antropica.