Scienza climatica: tra dogma e incertezza
Se ci pensiamo, siamo sempre di fronte all’incertezza, la vita è di per sé incertezza, tuttavia, prendiamo decisioni, anche difficili, quotidianamente. Nondimeno, probabilmente la parola “incertezza” evoca in molti di noi condizioni di precarietà e instabilità, a cui viene naturale collegare stati emotivi come l’ansia e l’inquietudine.
Studiando la scienza a scuola (la fisica per esempio), siamo stati abituati a imparare precise teorie meccanicistiche che spiegano gran parte della realtà esteriore secondo leggi fisico-matematiche rigorose e deterministiche, tanto che è probabile che a qualcuno venga naturale pensare all’incertezza come a un concetto estraneo alla scienza. Forse, però, non sappiamo che quelle leggi rigorose caratterizzano il paradigma scientifico assunto dalla scienza oggi, che non sempre è stato in vigore e probabilmente sarà prima o poi superato. Pensiamo al rigore della meccanica newtoniana che, solo nel secolo scorso, man mano che la scienza progrediva e l’osservazione della realtà subatomica si faceva via via più spinta, è stata affiancata dalla fisica quantistica, che è basata proprio sul concetto di probabilità. D’altra parte, anche una teoria fisica con precise equazioni è un modello e, come tale, un’approssimazione della realtà. Non solo, ma scienza è anche osservazione ed empirismo. Chi lavora nell’ambito delle discipline geofisiche (tutte le scienze che studiano il pianeta Terra) è abituato a utilizzare continuamente i concetti di errori di misura, incertezza e probabilità. Ma l'incertezza non è solo un limite inevitabile, è anche motore di conoscenza poiché ci spinge ad approfondire.