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La crisi climatica che il nostro pianeta sta sperimentando impone all’umanità di affrontare una sfida senza precedenti, che presuppone di mettere in campo conoscenze scientifiche, strumenti tecnologici, misure economiche e finanziarie e, non da ultime, strategie comunicative. Partecipano a questa sfida numerosi attori, molti di questi specialisti nel proprio campo, ma non si può prescindere dal coinvolgimento della collettività. Senza tale partecipazione probabilmente ogni misura, soprattutto sul lungo termine, è destinata a fallire.
In effetti, per contrastare la crisi climatica possiamo pensare di agire a più livelli: demandare l’azione alla classe politica, in base ai programmi che vengono proposti; promuovere comportamenti individuali virtuosi per l’ambiente; agire, a più lungo termine, a livello culturale per promuovere un rapporto nuovo con il nostro pianeta. È probabile che ognuno di questi approcci, preso da solo, sia poco efficace, soprattutto vista l’urgenza con cui dobbiamo muoverci, ma nessuno di questi prescinde da un’azione di comunicazione efficace e rispettosa tra tutti gli attori.
La comunicazione dei cambiamenti climatici, secondo la letteratura del settore, ha l’obiettivo di educare e mobilitare i cittadini nei confronti della crisi climatica, attraverso quindi azioni di informazione e persuasione. Essa si propone di comunicare essenzialmente tre cose: 1) che siamo in una fase di cambiamento repentino del clima terrestre; 2) che tale cambiamento dipende dalle attività antropiche; 3) che occorre trovare soluzioni.
Viene logico pensare che l’azione principale di comunicazione veda coinvolta, almeno in partenza, la comunità scientifica, nell’accezione più ampia (dalla fisica alla biologia, dalla medicina all’economia). Essa detiene infatti l’informazione più aggiornata, affidabile e obiettiva sulle variazioni che il sistema climatico sta sperimentando e sugli impatti che queste stanno avendo sulla società umana e sugli ecosistemi. Ma chi comunica non è sempre e necessariamente lo scienziato, poiché la divulgazione prevede competenze specifiche. Il difficile compito del divulgatore è infatti quello di tradurre un messaggio scientifico, spesso complesso e articolato, in un messaggio più semplice, senza perderne il contenuto. La sfida è quindi trovare il giusto compromesso tra chiarezza e accuratezza, tra semplicità di esposizione e resa della complessità.