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La vita organica sul pianeta Terra è nata dall’acqua. L’acqua è vita. Ma può essere anche morte. Nell’acuirsi dell’emergenza climatica, gli estremi sembrano divergere. L’acqua sarà sempre più preziosa, ma anche più pericolosa.
Già da decenni, il rapido riscaldamento del nostro pianeta sta alterando profondamente il ciclo dell’acqua. Un’atmosfera più calda è potenzialmente in grado di contenere più acqua[1], grazie a un più rapido flusso dalla superficie verso l’atmosfera, attraverso i processi di evaporazione e di traspirazione, e quest’ultima, tramite la vegetazione. D’altra parte, anche l’acqua che torna alla superficie terrestre attraverso le precipitazioni sta subendo forti alterazioni: l’Europa meridionale, e in generale tutta l’area mediterranea, sta sperimentando una diminuzione delle piogge, mentre un aumento si registra nella zona settentrionale. Meno piogge e più evapotraspirazione significa forte riduzione del bilancio idrico superficiale e aumento dell’intensità e della durata dei periodi di siccità. È facile immaginare come in un’area geografica già incline all’aridità[2], come il bacino del Mediterraneo, la scarsità di risorse idriche possa creare numerose problematiche economiche e sociali: meno acqua potabile, acqua di minore qualità nei fiumi, meno acqua per l’agricoltura, per la produzione di energia da impianti idroelettrici o per il raffreddamento nei processi industriali. Senza contare le ricadute biologiche ed ecologiche sui sistemi naturali.
La scarsità di acqua può generare conflitti economici, politici e sociali: se l’acqua scarseggia, vi saranno competizione tra utilizzi della risorsa nei diversi settori produttivi; aree geografiche che si trovano in posizioni diverse in un bacino idrografico di un fiume possono competere per l’utilizzo delle acqua, con le zone più a valle a lamentare un eventuale sovrasfruttamento di quelle più a monte (non è uno scenario lontano e remoto, se è vero che segnali in questo senso si sono percepiti nitidamente nei rapporti tra le amministrazioni regionali del Nord Italia durante la prolungata siccità del 2022).
Le ricadute sociali sono facilmente intuibili, anche nei paesi più sviluppati, se pensiamo solo all’acqua potabile, ma in un futuro non troppo lontano, potranno diventare prospettive di carestie, migrazioni, e vere e proprie guerre per l’acqua.
[1] Si stima che l’intera colonna atmosferica possa potenzialmente contenere circa il 7% di acqua in più sotto forma di vapore per ogni aumento di 1 °C.
[2] Per siccità si intende uno stato di carenza idrica temporaneo, mentre l’aridità indica una caratteristica permanente tipica di determinati ambienti, che per posizione geografica ricevono e conservano una quantità limitata di acqua.