soluzioni per la crisi climatica: La mitigazione

Mitigare le emissioni significa verificare e quantificare preliminarmente quali siano i settori antropici maggiormente responsabili, al fine di individuare quelli più critici e focalizzare le strategie di mitigazione. Il settore più impattante risulta senz’altro quello energetico, poiché l’energia che utilizziamo deriva in larga parte dall’utilizzo dei combustibili fossili (gas, petrolio e carbone), per esempio nelle nostre caldaie, nei motori dei nostri veicoli e nelle centrali termo-elettriche. L’abbattimento delle emissioni di CO2 in questo settore prevede la transizione a fonti energetiche che non siano i combustibili fossili a base di carbonio (decarbonizzazione), ma fonti rinnovabili, come il sole, il vento, l’acqua dei fiumi e dei mari, in parte le biomasse[1]. I sistemi che utilizzano queste risorse ne prevedono lo sfruttamento per esempio in impianti fotovoltaici, solari termici, eolici, idroelettrici, mareo-motrici. L’elettrificazione dei trasporti consentirà di abbattere drasticamente le emissioni non solo di gas serra, ma anche di sostanze che deteriorano la qualità dell’aria delle nostre città, e che sono causa di un numero elevatissimo di morti premature in diverse aree del globo (per esempio nell’area padana). Le filiere agroalimentari sono un altro settore critico: l’agricoltura intensiva, con l’ampio utilizzo di fertilizzanti, e la zootecnia, in particolare la produzione di carne rossa, associate alla deforestazione, sono responsabili negli ultimi decenni di un forte incremento di gas ad alto potere climalterante.

Una soluzione pulita, radicale, ed efficace, per emettere meno gas serra è senz’altro il risparmio: consumare meno energia, spostarsi di meno, mangiare cibi più sostenibili. Per questo la mitigazione passa anche dalle scelte individuali, che da sole non sono sufficienti ma possono dare un contributo importante, anche a livello sociale.

Il problema delle emissioni e della mitigazione pone dei problemi etici: si dovrebbe (condizionale d’obbligo) tenere conto dei contributi storici alle emissioni di ogni singolo stato, dello stile di vita, del numero di abitanti, nonché delle opportunità dei paesi in via di sviluppo. Tutti temi che definiscono la cosiddetta giustizia climatica, che vedremo più in dettaglio in seguito.

La mitigazione e i suoi tempi di attuazione purtroppo devono fare i conti con i tempi politici, potremmo dire, elettorali. Non sempre possiamo contare sulla lungimiranza dei nostri decisori. Spesso rischiamo che i passi in avanti siano resi vani da successive scelte sbagliate. La buona notizia è che le tecnologie per la mitigazione sono ad oggi già disponibili, sebbene la loro diffusione sia ancora molto insufficiente. Occorrerà uno sforzo colossale, ma non abbiamo scelta, almeno se vogliamo mantenere questi standard di vita. E non abbiamo più tanto tempo a disposizione. Rimuovere le cause della crisi è possibile, se solo decidiamo di farlo. 

[1] Sostanze organiche, vegetali o animali, che non hanno subito processi di fossilizzazione. A partire da questi materiali può essere prodotta energia elettrica o termica.