la zappa sui piedi


Venezia rappresenta un’icona per il turismo del nostro paese, ed è facile comprendere come l’acqua alta sia anche una minaccia per il comparto economico. Ma la città lagunare è solo uno degli impatti negativi della crisi climatica sulla florida industria del turismo in Italia. Le ondate di calore renderanno le capitali della cultura italiana sempre meno appetibili ai visitatori. Il clima sempre più caldo, l’erosione della costa, nonché la proliferazione di alghe (anche tossiche) nei nostri mari potranno creare diversi problemi al turismo balneare. Ma probabilmente le destinazioni turistiche più coinvolte saranno i comprensori sciistici: già oggi la copertura nevosa sempre più scarsa rende necessario l’utilizzo di impianti di produzione di neve artificiale, la cui sostenibilità in tempi di carenza idrica ed energetica è sempre minore.
Concludiamo questa rassegna, sicuramente non esaustiva, parlando di uno dei settori produttivi più colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici, l’agricoltura, attività per sua natura fortemente dipendente dai fenomeni atmosferici. Gli episodi di siccità nei nostri ambienti stanno diventando sempre più frequenti e intensi, sia per la riduzione delle precipitazioni, in particolare estive, sia per la maggiore perdita di acqua per evaporazione e traspirazione da parte delle piante. Le richieste irrigue aumentano e l’acqua scarseggia. Le produzioni sono a rischio anche per la comparsa di nuovi patogeni, che trovano nuovi habitat in territori finora inesplorati, per l’accorciamento delle stagioni di crescita, per l’aumento nella frequenza di eventi estremi (grandine, gelate, piogge intense). Se guardiamo al Mediterraneo, con l’Italia in primo piano per le produzioni agricole di grande pregio, possiamo facilmente immaginare un futuro molto critico, se le politiche climatiche non saranno decise e urgenti. Ancora più forte deve essere il nostro impegno politico, individuale e sociale, pensando alle popolazioni che già ora vivono in condizioni critiche, con prodotti agricoli di sussistenza, in condizioni igieniche precarie e in luoghi poco ospitali.