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- Da millenni, in Occidente, il sesso è stato strumento di controllo: peccato o virtù, libertà o perdizione, sempre al servizio di un'ideologia. Oggi cambia la forma ma non la sostanza: nuove morali sostituiscono le antiche, mentre il corpo resta campo di battaglia politica.
- Non esistono solo l’eterosessualità, l’omosessualità o la bisessualità. Esistono altre e poco conosciute dimensioni che sfuggono al semplicismo di questa classificazione. Ma l’atto più criticabile è il non rendersi conto del bisogno che soggiace a tale riduzionismo della complessità: quando una funzione secondaria (come la sessualità) diventa identitaria, l’Io ha inconsapevolmente costruito un’abile via di fuga dal conflitto esercitato dal bisogno di autodefinizione e l’indomita volubilità che lo abita.
- Il desiderio sessuale varia da persona a persona. Alcuni non provano mai, o quasi mai, il bisogno di avere rapporti, e questo non è un segno di evoluzione, santità o rinuncia, né necessariamente una patologia. In alcuni casi è semplicemente una caratteristica della personalità di cui solo va preso nota.
- All'interno dello psichismo individuale esistono forze autolesive che possono assumere diverse forme: come l'eccesso alimentare può diventare un modo di ferirsi, anche la sessualità può fungere da canale per l’autosabotaggio. Né il sesso, né il cibo sono la causa di ciò: sono solo i canali attraverso cui scorre il fiume sotterraneo del disagio.
- L'energia libidica può concentrarsi su specifiche parti del corpo: sentirsi attratti verso mani, piedi o petto non significa immaturità sessuale. Forse è il momento di mettere in discussione l'idea che la genitalità rappresenti un traguardo. Questa visione rischia di influenzare lo sviluppo di una persona, imponendo un percorso 'ideale' che può generare stagnazione anziché integrazione, vincolando l'Io a una staticità che si desidera invece trascendere.
- Affermare che nella sessualità tutto sia lecito è un'aberrazione del pensiero, il grido di un Io non integrato. Esistono confini invalicabili, fondamenti etici non negoziabili: la pedofilia e la violenza come negazione dell'altro sono linee che separano l'accettabile dall'inaccettabile. Questi limiti non sono catene, ma fari cmahe illuminano il cammino dell'evoluzione umana.
- La pornografia è specchio duplice: supporto immaginativo individuale e al contempo riflesso della violenza che alberga nell’anima del mondo. L'accesso indiscriminato dell'infanzia a questi contenuti e il silenzio legislativo che lo permette, rivelano una società che ha rimosso il concetto stesso di fragilità evolutiva, sacrificando lo sviluppo psichico del singolo sull'altare della maggioranza.