Con una materia così sopraffina, non stupisce che quest’arte venga considerata ora come l’espressione più assoluta della creatività umana, ora come strumento del diavolo, in particolare da totalitarismi e fanatismi. Basti pensare ai talebani al potere in Afghanistan, che imprigionano chi ha semplicemente l’ardire di ascoltarla. Eppure, non può esserci colpa associata alla musica, neanche in quella mediocre, visto che raramente essa è del tutto inutile. Inutili e stonate possono risultare semmai le intenzioni che la ispirano o le parole che l’accompagnano (e gli esempi in tal senso, oggi come nel passato, si sprecano), ma non la musica che a volte, anzi, dai versi che la assecondano può risultarne esaltata. Le note sono innocenti, come lo sono i numeri di certe equazioni matematiche attraverso le quali i fisici teorici tentano di ricostruire le leggi che regolano l’Universo. Note e numeri sono segni, simboli di qualcosa che a ognuno di noi è demandato sperimentare. 

Per esempio, è un dato di fatto che le nostre onde cerebrali possano essere influenzate dai suoni. Noi tutti viviamo immersi nelle onde cerebrali più comuni, le beta tra i 14 e i 20 hertz. Ma è quando tali onde si abbassano fino a diventare alfa (tra gli 8 e i 13 hertz) che diventiamo predisposti alla concentrazione e alla consapevolezza. È a questo punto che un elemento esterno, come la musica di certi grandi compositori classici quali Mozart, Bach, Brahms ma non solo, influenza la nostra interiorità ponendoci in sintonia con essa: è come se il nostro cuore prendesse a battere al ritmo scandito dalle note. E vibrando, la musica è in grado di agire addirittura sulla materia. Non a caso, gli specialisti in musicoterapia sostengono che essa possa influenzare le fibre nervose contenute nel sistema immunitario dell’ascoltatore. Infatti, in base alle più recenti ricerche nel campo della psicoimmunologia, è stato rinvenuto un legame diretto tra i pensieri, gli atteggiamenti, le percezioni e le emozioni di una persona e la salute del suo sistema immunitario. Stando così le cose, noi esseri umani abbiamo la capacità di essere proattivi relativamente alla salute dei nostri corpi e delle nostre menti. Guarda caso, uno di questi strumenti per poter agire in tal senso sarebbe appunto la musica. Secondo gli esperti «la musica ci fornisce un modo per attingere alla conoscenza innata che risiede nel profondo delle nostre cellule. Viviamo “nella” musica. La grande musica ci nutre in modi di cui non ci rendiamo nemmeno conto. Ci ispira, ci rilassa» (Raymond L. Anderson – Musica e spiritualità). 

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