Per qualche minuto, nessuno parla. Forse la Conduttrice si è spinta un po’ troppo lontana. Riprende il filo del discorso. «Torniamo dunque al morire e al rinascere, perché se si parla di rinascita è implicito che si parli di morte. Di quale morte?». 

Come spesso accade nei gruppi iniziali, regna una certa confusione. Antonio: «Aspettate! Per molti la ricerca del ‘nulla’ però, nella meditazione, è fonte di inquietudine. Che ne pensate? Sentiamo la nostra conduttrice». La conduttrice: «Forse il ‘nulla’ non è un valore in sé, ma è solo inteso come contenitore del Tutto… come parlare di un ‘vuoto’ da lasciar riempire. Solo svuotandosi si può morire e rinascere. La vita spirituale è un continuo cambiamento. La disponibilità al cambiamento è forse proprio il vuoto da lasciar riempire, la coppa del cuore che accoglie».

Antonio: «Allora morte e rinascita potrebbero essere una definizione di meditazione… come proponevo all’inizio».

La conduttrice tenta di riprendere il discorso del ‘nulla’ e del ‘vuoto’. «Sembra proprio che solo svuotandosi delle nostre vecchie sovrastrutture si possa morire e rinascere. Quanto dici possiamo accettarlo, ma sentiamo anche gli altri». Ancora Antonio: «In molte scuole buddhiste il monaco neo-nato si definisce “figlio di Buddha”».

Giulia: «Ricordo la storiella orientale dell’allievo che, palpitante del desiderio di conoscenza, si presenta al Maestro per sapere di più sulla spiritualità, ma quest’ultimo scuotendo la testa gli dice che no, non è possibile al momento, perché lui è una coppa troppo piena e che, prima, bisogna imparare a svuotarla». 

La conduttrice: «A me pare che a questo proposito si potrebbe fare riferimento a un esercizio semplice, forse già una forma di meditazione. Al mattino, nel tuo luogo sacro, ti metti in silenzio e aspetti. Aspetti che la tua interiorità parli… senza pensare, ma solo ascoltando ciò che è dentro di te. Stai lì fino a che tutte le preoccupazioni, le ansietà e i pensieri siano spazzati via dalla testa… Solo così, forse, potrebbe iniziare un dialogo segreto che ti farebbe risplendere per tutto il giorno». I partecipanti ascoltano.

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