Ascoltavo i miei fratelli dei gruppi di lavoro e mi accorgevo che i problemi di cui si preoccupavano non erano veramente importanti, ma la loro sofferenza era vera. Cosa dovevo dire io che non potevo più porre rimedio a qualsiasi evento già accaduto e che non avrei avuto altre possibilità? Nessuno di loro pensava, o meglio, si ricordava il primo insegnamento del nostro maestro: «Vivete ogni giorno come se fosse l'ultimo della vostra vita».
Purtroppo, nessuno di noi vuole pensare a questo. Parole come “morte” e “malato terminale” non fanno parte del nostro vocabolario corrente, né dei nostri pensieri. Il nostro inconscio ci chiude dentro una bolla e ci impedisce di pensarci. Per me era diverso: la Saggezza mi metteva di fronte all'ultima estrema prova che ognuno di noi deve affrontare, e il maestro mi diceva che era giunto per me il momento di nutrire il mio spirito.
Non sapevo come o cosa fare. Intanto i dolori causati dalla malattia e dalle cure pesanti alle quali mi dovevo sottoporre, diventavano sempre più insostenibili. Leggevo tanti libri che prima, per mancanza di tempo, giacevano dimenticati e impolverati nella mia libreria. Cercavo di partecipare ai tanti gruppi di letture della Scuola, facevo di tutto per fuggire dal dolore e per non pensare alla morte. Ma come per tutti noi, nel momento del bisogno il pensiero andava sempre a Dio.
Aiutata dal maestro nel Ricordo degli avvenimenti passati nella mia vita, ero inorridita sentendo nel mio cuore la consapevolezza di quanti errori avevo commesso, quanti sbagli e quanto male avevo seminato. Ho iniziato a pensare quanto fossi fortunata rispetto a tanti altri: potevo ancora chiedere perdono, potevo dire alla mia famiglia quanto li amo, mi lasciavano il tempo per poterlo fare. Quindi, non era vero che “in fondo a quella strada che vedevo chiusa di fronte a me” non c'era più niente. Dovevo prepararmi a morire e dovevo farlo in fretta, perché sarebbe iniziata per me una nuova vita, una vita diversa, non su questo piano con un corpo fisico, ma in questo piano con un corpo spirituale.