I due si avvidero del sopraggiungere dei viandanti, ma non si fermarono prima che li avessero raggiunti. La donna si adagiò su un tronco, mentre l’anziano prese a dire: «Benvenuto, ringrazio Saggezza per averti condotto fino a noi. Colei che hai visto danzare è Verità: perennemente gravida di se stessa; è muta, non perché non abbia voce, ma perché non è con le orecchie che può essere percepita. Non fissarla e non provare a inseguirla, altrimenti fuggirà. Parlerò io in sua vece. Il mio nome è Amore. Ti rivelerò ciò che lei mi ha insegnato, affinché possa essere seminato in te e tu possa coltivarlo. Sappi che le parole sono solo il preludio della vera conoscenza, la quale invece trae origine dall’esperienza. Ogni cosa non è solo la sua apparenza superficiale, ma è anche un simulacro, la diramazione della Sorgente Unica da cui proviene: tutto il reale trae origine e destinazione da quell’Unico Punto. Ecco perché se nell’osservare ogni cosa – un sasso o un fiore, un insetto o un tramonto – l’uomo ridiventasse capace di liberarla da ogni attributo o definizione, da ogni parola che la indica come questo o quello, e quindi la contemplasse così com’è nel momento presente, da pari a pari, allora le reciproche essenze – riconosciutesi sorelle – entrerebbero in risonanza e sorgerebbe nell’uomo quel senso di rispetto, devozione e meraviglia che sembra aver definitivamente smarrito. Ma ciò non accadrà prima che la sua anima si sia liberata dai lacci delle parole, e dal loro dispotico incantesimo; non prima che la sua mente abbia imparato a tradurre in forma ogni parola».
SAPERE ED ESSERE: IL NOME DI OGNI COSA
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- Scritto da LINDA PARRINELLO
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