Pagina 2 di 2
Certo, purtroppo, la cultura occidentale, i media, i programmi televisivi, non aiutano. Tutto è spinto al massimo per alimentare un giro da miliardi di euro o di dollari che trasforma anche la sessualità in un fatto sempre più esteriore ed estetico, al punto che una donna che rifiuti la mancata “perfezione” del suo corpo non riesce a contattare il suo piacere e rendere la sessualità un atto intimo e profondo. Un fenomeno di estetica che ormai investe anche gli uomini, anche se in misura, per il momento, minore.
Alcune donne, se interrogate sull’estrema cura con la quale si preparano per uscire di casa, rispondono “ma io lo faccio per me”. A un’amica chiesi: «Immagina, per assurdo, per un attimo, che gli essere umani si fossero estinti e tu fossi l’unica superstite, usciresti di casa comunque ben truccata e vestita alla moda?».
Le segnalo uno studio sull’oggettivizzazione del corpo di Fredrickson & Roberts (1997), i quali sottolineano un passaggio interessante: lo sguardo che rende il corpo un oggetto viene interiorizzato da chi lo subisce e diventa lo sguardo della persona stessa su di sé; si tratta di “un’auto-oggettivizzazione” per cui ci si osserva percependosi solo nel corpo, come si fosse un oggetto.
Non tutti gli specchi però sono negativi, qualora smettano di riflettere solo l’esteriorità di aspetto e comportamenti egoici. Abbiamo anche uno specchio interno, profondo, rivolto verso di noi dalla profondità della nostra anima. Uno specchio che può rimandarci l’immagine della nostra verità, delle nostre ferite e fragilità. Entrare in contatto con questo specchio può aiutarci non soltanto a ritrovare noi stessi, ma anche a cogliere l’immagine profonda dell’altro da noi. Rispecchiare la fragilità dell’altro nella nostra (o viceversa), e cogliere che dietro a un volto perfettamente truccato si nasconde un’insicurezza e un sentimento di disvalore, può far nascere in noi una marea di tenerezza, la stessa che abbiamo imparato a provare per noi stesse. Lo specchio del profondo, una volta pulito dalle incrostazioni del dolore e del rifiuto, può metterci in connessione con il nostro vero volto, un volto luminoso e radiante di luce vera. La lascio con le parole del grande poeta sufi Rumi: “L'amore desidera vedere svelato il suo segreto./ Perché se uno specchio non riflette, a cosa serve?/ Sai perché il tuo specchio non riflette?/ Perché la ruggine non è stata grattata via dalla sua faccia./ Se fosse purificata da tutta la ruggine e dalla contaminazione,/ rifletterebbe lo splendore del Sole di Dio”.