zorra
Ringrazio un carissimo amico che mi ha segnalato la canzone il cui titolo è ora quello della mia rubrica. Zorra (puttana, zoccola) è il singolo del duo spagnolo Nebulossa, vincitore del Festival di Benidorm e candidato a rappresentare la Spagna all’Eurovision Song Contest 2024.
Ed è subito bufera, il che la dice lunga. Quando si tocca un tabù, le reazioni sono sempre violente. Un tabù sia in termini lessicali che perbenistici, culturali e religiosi.
Il termine “puttana” (zorra in spagnolo) viene pronunciato da Maríe Bas, la cantante, più di 40 volte durante il testo. Questo è voluto, secondo il mio parere, per “normalizzare” un termine che da secoli gli uomini machisti usano per umiliare, schiacciare e controllare le “loro” donne ma, diciamolo, la loro paura di perdere la mamma (la quale non ha mai fatto sesso per partorirli, ma è stato lo spirito santo e quindi, la mamma è sempre “santa”). Se un termine viene normalizzato, depotenziato del giudizio, e la donna impara a rispondere: «Ok, e allora?», forse la parola “puttana” smette di essere un’arma da usare per ridurre la libertà del femminile, in tutti i sensi.
Invito i lettori a cercare sul web il video di questa canzone, della quale riporterò solo alcune frasi che mi hanno fatto riflettere e che sono state, invece, ignorate da quelle fazioni, anche femministe, che hanno gridato allo scandalo e raccolgono firme per il ritiro di Zorra dall’Eurovision Song Contest.