difendere il proprio credo


Mi viene da pormi alcune domande… Quanto la mia identità è data dall’appartenenza a una religione? Le mie preferenze sono contro oppure a discapito di quelle di un altro? Posso nascondere una croce (che posso continuare a portare nel cuore) per addentrarmi in un territorio i cui abitanti credono in un “dio di un solo popolo e del suo dogma”, anziché a un Dio che parla al cuore di tutti e che esiste al di là di ogni ideologia? 
Non so, però mi viene in mente che Gesù rifiutò di convertirsi in un “capo” e lottare, con un esercito, contro i Romani, dietro tentativi di fomentazione da parte degli zeloti, o di usare la violenza contro i suoi nemici per difendere il Suo Vangelo. “L’esercito del Signore” forse non è un esercito, è una Confraternita di uomini e donne innamorati dell’amore che fluisce nel loro cuore dal Dio Vero, e che da loro giunge nel cuore del prossimo. Ma comprendo come, in alcuni dei nostri vecchi educatori, possa riecheggiare ancora l’eco delle sante crociate.
Il femminile nell’ombra di un uomo può sussurrargli nel cuore la possibilità della tenerezza al posto della forza, dell’abbraccio al posto della sfida, dell’essere al posto del sapere, un sapere che separa fra “giusto o sbagliato”. Ancora mi chiedo, se posso imparare a nascondere la mia verità per amore di qualcuno che non è in grado di comprenderla… o se posso evitare di dire a qualcuno “hai sbagliato”, quando non è ancora maturo per accettarlo e, probabilmente, si sentirebbe solo umiliato o inferiore…