un drago
Nel mio libro L'Alchimista e il Dragone, racconto proprio come questa visione gnostica si differenzi in modo netto da quella religiosa tradizionale. La via religiosa, nella sua forma più esteriore, tende a separare: bene e male, puro e impuro, Dio e Diavolo. La via gnostica, invece, ci chiede di fare unità dentro di noi, di scendere nel nostro inferno interiore per portare la luce. Il "diavolo" non è un'entità da odiare, ma il nome simbolico di tutto ciò che non abbiamo ancora compreso, amato, integrato.
Ciò non significa giustificare ogni impulso, ma trasformare l'energia dell'Ombra in consapevolezza, in forza creativa, in presenza. In ogni emozione repressa, in ogni parte negata, c'è una forza in attesa di essere redenta.
La Gnosi non è quindi un culto della luce che esclude il buio, ma un cammino di attraversamento, in cui ciò che è in basso risale, e ciò che è frammentato si ricompone. La vera salvezza non è fuggire dal mondo, ma risvegliarsi nel mondo, sapendo che ogni cosa ha un senso se la si guarda dalla profondità.
Potremmo dire che l’Ombra è la materia prima dell’opera interiore, il piombo dell’alchimista spirituale. Solo chi ha toccato la notte può parlare della luce con verità. E proprio per questo, come scrivo nell'ultima parte del mio libro, l'incontro con il drago non va evitato: va cercato. Perché il drago è anche il custode del tesoro.
Sì, nella Gnosi c'è spazio per l'Ombra. Anzi, senza Ombra non c'è vera Luce.

 

 

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?


Ricevi gratuitamente ogni nuovo numero de Lo Sguardo Interiore direttamente nella tua email.

 

ISCRIVITI GRATIS