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«La verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la verità». Così Jalal ad-Din Rumi descrive in modo poeticamente efficace la condizione in cui ci troviamo. Creiamo una nostra realtà individuale in cui ognuno è immerso nelle proprie interpretazioni e nelle illusioni, confondendo queste proiezioni mentali con una realtà obiettiva. Anche in diverse scuole filosofiche e religiose dell’India, da tempi antichissimi, si sostiene l’irrealtà del mondo fenomenico, considerato come pura illusione: un sogno a occhi aperti che si designa con il termine “Maya”, che in Sanscrito significa sia potere creativo, che inganno. Ma allora, come togliere il velo di Maya? Se la vita è un sogno, è possibile svegliarsi? Esiste una realtà oggettiva? E se sì, che cos’è?
Sempre secondo Gurdjieff, è ciò che esiste indipendentemente dai condizionamenti mentali, emozionali e fisici dell'essere umano. Questa realtà non è influenzata dai desideri, dalle paure o dalle interpretazioni personali, ma può essere conosciuta solo attraverso uno stato dell’essere più elevato. Per raggiungere la percezione della realtà oggettiva, l'individuo deve intraprendere un percorso di sviluppo interiore che porti al risveglio della coscienza. Un cammino lungo e paziente che inizia dalla conoscenza di sé, della propria complessità e di una realtà ulteriore in sé stessi.
Egli sosteneva che il risveglio fosse un processo attivo che richiedesse uno sforzo cosciente per superare gli automatismi inconsapevoli, al fine di emanciparsi dalle illusioni. Il suo insegnamento si basava su pratiche come l'Auto-osservazione e il Ricordo di sé, strumenti per mezzo dei quali l'individuo potesse diventare cosciente della propria meccanicità, accettarla, gestirla e cominciare a vedere il mondo da una prospettiva più indipendente.
La capacità di navigare con successo nelle differenze di percezione all'interno delle relazioni interpersonali, dipende in gran parte dalla consapevolezza e dall'empatia. Essere consapevoli del fatto che la nostra percezione è solo una delle tante possibili realtà soggettive è il primo passo per superare i conflitti. E poi l'empatia, ovvero la capacità di comprendere e connettersi con le emozioni e le percezioni degli altri: è uno strumento fondamentale per promuovere la comunicazione e risolvere le incomprensioni. Tornando a Gurdjieff, il suo insegnamento affonda le radici in antiche tradizioni spirituali, ma soprattutto, per sua stessa ammissione, nel Cristianesimo esoterico.