la mente relazionale
Quindi, il come gli altri hanno agito con noi nel passato e le modalità interattive che abbiamo osservato e introiettato, plasmano le capacità relazionali che svilupperemo nel corso della nostra crescita. Il noi può rappresentare un luogo psichico di confidenza, di fiducia, di collaborazione e intimità, oppure di disagio, di paura, di chiusura, di diffidenza.
 “L’altro da me” è sempre una dimensione di diversità, che può evolversi in un’esperienza di crescita e arricchimento, oppure di giudizio e scaricamento proiettivo delle parti in ombra. Con “altro” non intendiamo solo un individuo, ma anche un’abitudine, una razza, una diversa cultura o modello sociale, una diversa religione od orientamento sessuale. Il noi si allarga dalla relazione con noi stessi alla relazione a due, dalla relazione famigliare al gruppo sociale di appartenenza, fino all’identità nazionale, all’essere occidentali od orientali, all’essere terrestri o extra-terrestri! Una cattiva relazione con noi stessi e i nostri conflitti interni si rispecchiano nella relazione con gli altri, che diventano i portatori dei contenuti rigettati dalla nostra coscienza: proiezione di giudizi, emozioni negative, intenzioni malevole.
Con l’esperienza fondante di relazioni rispettose, affettuose, valorizzanti, di stima e sostegno, il bambino getta delle basi di fiducia profonda per il suo futuro relazionale con gli altri e con la diversità. Esperienze di abuso emozionale, di abbandono, di violenza, di solitudine forzata, di silenzio comunicativo ... preparano un cuore che tremerà di fronte al “noi”, sollecitando diffidenza, aggressività, rifiuto, opposizione, paura, rigidità. 
Cercheremo di esplorare insieme i diversi aspetti della “gnosi del noi”, sperando possano avviare riflessioni capaci di condurci a una maggiore auto-conoscenza e a una vita relazionale più serena e soddisfacente.